Homunculus

giovedì 14 maggio 2009

Questo racconto è il risultato del corso di scrittura creativa. Credo che sia il migliore che ho scritto... finora!

«Gli umanogeni sono sterili» sentenziò Christian senza distogliere gli occhi dal videogiornale, come se stesse leggendo ad alta voce qualche documento scientifico invece di discutere un problema tanto importante.

Aisha scrutava il suo volto imperturbabile alla ricerca di un piccolo segno di interesse, la mano giocava nervosa con la tazza per la colazione.

In un angolo del tavolo brillava il ticket magnetico del loro viaggio di nozze. La sera precedente Christian l'aveva estratto dalla tasca con un sorriso trionfante da prestigiatore.

«Andremo sul pianeta Kalos!» aveva annunciato.

«A Kalos?» Aisha l'aveva guardato dubbiosa. «Cosa c'è da vedere a Kalos?»

«Cosa c'è a Kalos? Ma amore, Kalos è il futuro. Tutte le nostre grandi compagnie stanno investendo lì.»

«A parte il fatto che sfruttare i pianeti poveri non rientra nel mio concetto di investimento, Kalos non è dove stai avviando quel progetto...»

«Ma come ti viene in mente? Non è mica per questo che voglio andarci.»

«Ma no, non volevo dire questo.»

«Guarda che sarà affascinante osservare una cultura così primitiva. Non vorrai fare la solita crociera nello spazio spero.»

«No però... Potevi prima sentire il mio parere.»

«Fidati amore, sarà una vacanza favolosa.»

Aisha mandò giù un sorso dell'ottimo cappuccino preparato da Vicky.

«Le ho fatto personalmente tutti gli esami del caso», proseguì, «e non ci sono dubbi.»

«Gli umanogeni sono sterili» ripeté lui sfogliando un'altra pagina.

«Lei no!» urlò Aisha spazientita, rovesciando la colazione sulla tovaglia.

Vicky accorse immediatamente a pulire. «Preparo un altro cappuccino?»

Aisha la guardò con tenerezza e lei le restituì quel sorriso inconfondibile che solo gli umanogeni hanno. Una volta Aisha aveva visto un documentario dove si parlava di una malattia genetica, ormai debellata da tempo, che produceva tratti somatici simili. Sindrome di Down le sembrava si chiamasse, o qualcosa del genere. C'era una bimba che le somigliava tantissimo e Aisha si chiese che aspetto avesse avuto Vicky se fosse mai stata bambina.

«No, grazie cara» rispose. «Non ti preoccupare.»

«Vicky preparami un'altra tazza di caffè» ordinò Christian.

«Subito signore.»

«E allora? Falla abortire no?» disse lui guardando Vicky allontanarsi.

«Abortire? Ma sai che succede se gliela porto? La legge parla chiaro: in caso di pericolo per l'umanità gli umanogeni devono essere soppressi immediatamente

Lui spense il videogiornale inseguendo un'idea.

«Sai che questa potrebbe essere una bella fortuna? La ditta produttrice dovrà sborsare un sacco di soldi per questo errore. Stamattina ne parlo con l'avvocato e...»

«No, no!» lo interruppe lei. «Mi chiedevo... e se lo tenessimo noi?»

Lui la guardò strabuzzando gli occhi.

«Potremmo far finta che sia nostro figlio. Un po' ritardato...»

«Un po' ritardato? Aisha, ma che dici! Quel coso... insomma non sappiamo neanche che cosa verrà fuori! E poi un umanogeno si riconosce subito. E uno bambino non si è mai visto. O vuoi forse tenerlo rinchiuso in casa?»

Aisha abbassò la testa portandosi le mani alle orecchie, quasi non volesse ascoltare altro.

«Senti», fece lui con calma, «so che sei molto affezionata a Vicky, ma è solo un'umanogena. Devi vedere le cose come stanno. Dammi retta tesoro, in fondo ora che andiamo a vivere insieme basterà il mio. Non sei d'accordo con me? Non dici sempre che due umanogeni in famiglia sono uno schiaffo alla povertà?»

«Sì però... Non so, voglio pensarci un po'.»

«Va bene, pensaci un po'. Chiamerò domani l'avvocato. Ora scappo o faccio tardi in ufficio.» E le schioccò un bacio sulla guancia.



10 pensieri e riflessioni:

Luce ha detto...

molti complimenti :-)

bestar ha detto...

sei grande...anzi la piccola grande...sai che scrivi bene...quanto mi piace...non vedo l'ora di leggere il resto...a presto...

sirio ha detto...

Avvincente, direi entusiasmante!
Non ti conoscevo affatto sotto questo aspetto, complimenti!

Ciao Memole, un caro saluto.

Raffaele ha detto...

Quando il cuore e la silente mente si fondono all’unisono allora ogni intuitiva assai antica realtà, per divina concessione ci viene trasmessa dal mondo delle IDEE al mondo degli uomini attraverso il cuore di un meraviglioso essere assai speciale.

Dam Ferreira ha detto...

Very interesting and beautiful your blog
Congratulations!!

frufrupina ha detto...

vieni da me amore ho un premio che ti spetta davvero!!!

vitaedamore ha detto...

Sei quello che tutti vorrebbero leggere.
Lo sai?

bestar ha detto...

quoto con vitaedamore..

Memole ha detto...

Luce grazie infinite.

Bestar che bello non essere (ancora) una scrittrice e avere già un fan!!! Hihi! Grazie amico mio. :)

Sirio mi fa piacere che ti sia piaciuto. Grazie mille. ^_^

Raffaele grazie, sei sempre carissimo. ^_^

Dam Ferreira welcome to my world! :)

Frufrupina grazie dolcissima. :))

vitaedamore davvero?!? *_* grazie carissimo. Commossa io...

corinne ha detto...

ma che bel racconto, anche se sembra fantasioso è molto "attuale".
ha il sapore della discriminazione, del razzismo, dell'amore e della libertà cercata.
complimenti davvero.

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